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Recensioni

Critica del Prof. Paolo Levi


PATRIZIA MAZZOLI

E' la figura femminile il fulcro dei lavori di Patrizia Mazzoli: la sua fisicità, la sua sensualità la sua capacità di comunicare una presenza o un’assenza. Ogni volto, ogni nudità celato o svelata, è il frutto di un’esperienza di vita, o di un’aspirazione a esserla. Come nel più intimo dei diari, concesso a un perfetto sconosciuto, Patrizia Mazzoli, artista autodidatta, interpreta l’arte, come occasione di un irripetibile diario emotivo: ogni luogo, ogni corpo, è un terreno da esplorare per provare da vicino il piacere inesauribile della scoperta, ogni volta diversa, ogni volta capace di generare, insieme a nuove acquisizioni conoscitive, rinnovate sensazioni. Ogni opera della talentuosa artista diventa allora un tentativo di appropriazione interiore del soggetto, che viene rivissuto come se si volesse imprimerlo nella carne e nella mente per poterlo poi distillare in una corrispondente cifra espressiva.

La sua espressività si fonda su presupposti di chiara matrice figurativa, privilegiando la formula del ritratto: dalla figura femminile a soggetti emblematici come la rosa che diviene simbolo della bellezza femminile e dell’essenza di ogni donna, ma anche di forti sentimenti contrastanti. Essenza che si svela lentamente e solo a chi si sofferma ad osservarla, ad ascoltarla ad assaporarla giorno dopo giorno.

Si avverte in queste tele la presenza di una spiritualità profonda, come se questa pittura fosse la rappresentazione di quanto si agita nell’animo della pittrice, delle sue sensazioni, delle domande che agitano la sua coscienza, facendo così emergere riflessioni sul significato dell’esistere. Questi dipinti incantano per gli equilibri compositivi, così come per il sapiente accordo dei colori acrilici, tutti giocati su tonalità calde e dominanti da rossi passionali declinati in delicate tonalità e trasparenze.

L’arte di Patrizia Mazzoli, attraverso un linguaggio capace di intensificare l’emotività della visione, riesce a instaurare una comunicazione profonda con chi osserva, perché le sue narrazioni così intime e intense ci riportano a un mondo perduto, alle dolcezze edeniche della nostra giovinezza.

Le sue figure femminili sembrano tratte dalla dimensione sospesa del ricordo o del sogno, eleganti e flessuose si rivelano in sembianti diafani, come se i profili fossero definiti da un’aura avvolgente e misteriosa. Con eleganza, si muove sulla tela, leggere e malinconiche, come delicate interpreti della sostanza autentica dei sentimenti e delle emozioni.

Prof. Paolo Levi





Interviste

Intervista

25 Gennaio 2020 - Intervista sul Corriere delle Alpi

"Il Colore delle Emozioni"

Intervista, di Stefano Vietina, a Patrizia Mazzoli

“Una persona gentile crea felicità.
Ed io con i miei quadri cerco di fermare sulla tela proprio la gentilezza, l'eleganza interiore, che non è solo un fatto estetico.” Patrizia Mazzoli inaugura sabato prossimo (25 gennaio) la sua mostra “I colori delle mie emozioni”, organizzata da Rosanna Raffaelli Ghedina al Miramonti Majestic di Cortina per la rassegna culturale Cortina Terzo Millennio.
Vernissage alle ore 18,00. 24 tele, acrilico su tela: protagonista è in particolare la donna, elemento significativo ma quasi mai preponderante, piuttosto inserito nello scenario, immerso nel paesaggio, sia esso il contesto urbano di Venezia, Treviso, Vicenza, Le tre Cime di Lavaredo o le distese innevate.
Poi il tango, come rappresentazione della sensualità della vita, simbolo della passione.
“Non capivo perché d'istinto dipingevo le donne – spiega Mazzoli – poi il critico d’arte Prof. Paolo Levi, ha evidenziato una sorta di 'diario emotivo', nel quale le forme femminili sono un viaggio interiore inconscio.
Amo la grazia, la gentilezza e l’eleganza, in senso estetico, ma soprattutto l’animo cortese.
E cerco di testimoniare questo mio punto di vista in un momento storico in cui spesso, invece, la trasgressione sfocia nella volgarità ed il corpo della donna viene mercificato.”

Come è la sua donna?
“Ricca di sfaccettature, con le sue fragilità, le paure, il coraggio e la forza, dove l’apparenza cede il passo all’essenza. Con le pennellate di colore, descrivo, i molti lati della femminilità: il matrimonio e la maternità, la quotidianità, un cambio d’abito, una passeggiata sulla spiaggia, l’inquietudine di un’attesa, una danza sul mare e così via. Atteggiamenti che conservano un certo senso del pudore, lasciando trasparire l’insita sensualità.
Così raffiguro spesso le donne di spalle, perché il mistero affascina, e suggerisce ciò che è implicito, ma nel contempo è segno di riservatezza e discrezione.”
Trevigiana di nascita, ma residente ormai da anni a Pieve di Cadore, Patrizia Mazzoli coltiva l'arte da giovanissima, anche se poi l'ha custodita, e maturata, attraverso un percorso professionale che si è dipanato, in varie aziende, dal marketing alla formazione, dal coaching all’organizzazione di eventi.
“La necessità di disegnare l'ho sentita da subito: i primi scarabocchi e poi a sei anni i fumetti, con cui ho vinto alcuni concorsi riservati ai ragazzi. Ma il mio percorso di studi è stato purtroppo lontano da quel liceo artistico a cui avrei voluto iscrivermi. Da segretaria d’azienda ad arredatrice, allora, ho cercato di sfogare la mia creatività, realizzando arredamenti alternativi e innovativi per il periodo, e nel contempo scrivendo poesie.
Poi nel 2000 riemerge forte in me il desiderio di dipingere, e decido di sperimentare i primi schizzi di colore su alcuni supporti di legno, e dipingo dei veri quadri su mobili, madie, credenze, cassapanche, e vari complementi d'arredo.
Quindi, nel 2015, ho deciso di approfondire le conoscenze pittoriche, studiando e praticando ancor oggi presso un laboratorio d’arte in provincia di Treviso.”
La mostra si inserisce in un progetto, “che nasce innanzitutto dall’amore che provo nei confronti della mia regione, il Veneto, e vuol essere un percorso tra alcuni scorci delle varie province, osservati con lo sguardo di una donna attraverso le sue emozioni nelle atmosfere di angoli nascosti, o architetture storiche, rivisitati dalle mie pennellate.
E sono felice di poter esporre proprio a Cortina, nel cuore delle Dolomiti, circondati da un paesaggio fiabesco.”

Stefano Vietina


Intervista

19 Gennaio 2020 - Intervista sul Corriere Nazionale
Quotidiano italiano di informazione Online

"Il Colore delle Emozioni"

Intervista, di Fedele Eugenio Boffoli, a Patrizia Mazzoli

Mostra personale della pittrice Patrizia Mazzoli che espone, fino all’8 marzo 2020, presso il “Miramonti Majestic Grand Hotel” di Cortina d’Ampezzo (BL). L’iniziativa, realizzata in collaborazione con “CortinaTerzoMillennio”, sarà inaugurata, sabato 25 gennaio 2020 alle h. 18, da Rosanna Raffaelli Ghedina (giornalista) e Sergio Favotto (critico d’arte), con gli accompagnamenti musicali di Giovanna Maccatrozzo (pianoforte) e le voci di Martina De Negri e Giulia Barbiero.
Ne parliamo con l’artista espositrice

Come nasce il progetto?
Da oltre un ventennio, organizzano a Cortina d’Ampezzo questa prestigiosa manifestazione culturale, che porta nel territorio alcuni dei maggiori esponenti del pensiero contemporaneo in ambito letterario, musicale, storico, scientifico, spirituale, politico, economico e artistico. Il mio progetto nasce innanzitutto per l’amore che provo nei confronti della mia regione, il Veneto, e vuol essere un percorso tra alcuni scorci delle varie province, osservati con lo sguardo di una donna attraverso le sue emozioni nelle atmosfere di angoli nascosti, o architetture storiche, rivisitati dalle mie pennellate.
Il progetto è stato presentato agli organizzatori in parte, perché in divenire, e sarà ultimato nell’autunno prossimo. In occasione di questi incontri, ho realizzato alcune opere dedicate proprio alle Dolomiti, le montagne che fanno da scenario alla rassegna e che tutto il mondo ci invidia. Ho voluto in questo modo ringraziare Cortina D’Ampezzo, una meravigliosa località molto ospitale. Sono particolarmente contenta, di essere stata selezionata a rappresentare l’arte in questa edizione 2019/2020. A questo proposito vorrei esprimere la mia gratitudine all’organizzazione e alla proprietà del “Miramonti Majestic” per aver ritenuto che la mia arte potesse far parte del Festival letterario e artistico, attraverso eventi finalizzati al nutrimento dell’anima e dei sentimenti verso “la via della bellezza”, intesa in tutte le sue manifestazioni.

Costante delle sue opere è il soggetto femminile, declinato in dimensioni sospese e sognanti, anche con risvolti consapevolmente autobiografici?
Il critico d’arte Prof. Paolo Levi, ha definito la mia arte “un diario emotivo”. Pur non essendo mai il soggetto raffigurato, le forme femminili rappresentate nelle tele sono un viaggio interiore inconscio. Amo la grazia, la gentilezza e l’eleganza, in senso estetico, ma soprattutto d’animo. E’ questo che cerco di trasmettere nelle mie opere. In questo momento storico dove la trasgressione sfocia nella volgarità e spesso il corpo della donna viene mercificato, sento la necessità di raffigurare l’universo femminile nella sua accezione, nel tentativo di trasmettere le mille sfaccettature dell’essere donna, con le sue fragilità, le paure, il coraggio e la forza, dove l’apparenza cede il passo all’essenza. Con le pennellate di colore, descrivo, i molti lati della femminilità, tra percorsi significativi di vita, come: il matrimonio e la maternità, espressioni di normalità, un cambio d’abito, una passeggiata sulla spiaggia, l’inquietudine di un’attesa, una danza sul mare e così via. Atteggiamenti che conservano un certo senso del pudore, lasciando trasparire l’insita sensualità. Raffiguro spesso le donne di spalle, perché il mistero affascina, e suggerisce ciò che è implicito, ma nel contempo è segno di riservatezza e discrezione.
Quando inizio un’opera l’emozione è già all’apice, con il colore cerco di darle forma. Le tonalità utilizzate esprimono il mio sentire che non dipende dall’umore della giornata, ma da ciò che ho nell’animo. Non amo i contrasti tra le persone in generale, quindi neppure nella pittura; sono amante degli accostamenti armoniosi, e per questo utilizzo tonalità in euritmia tra loro, nella vita non sempre è possibile, cerco di compensare attraverso l’arte.
Credo che in questo momento storico/culturale, ci sia più che mai bisogno di gentilezza e bellezza anche se quest’ultima è soggettiva, ma come esprimevo all’inizio, qualsiasi sia il canone che ognuno porta in sè, non dovrebbe mai rappresentare la volgarità o addirittura la perversione, quello che purtroppo invece sta accadendo e va di moda.

Il suo percorso artistico parte da giovanissima e, prima di realizzarsi, compie un giro ampio, passando per l’esperienza d’impresa e commerciale, il coaching e il marketing, l’organizzazione di eventi…
La necessità di disegnare si fa sentire nei miei primissimi anni di vita, scarabocchio ovunque, prediligendo le pareti di casa. A 6 anni inizio a disegnare fumetti, copiando da alcune riviste di topolino, e proprio con queste vinco alcuni concorsi riservati ai ragazzi. Questa predisposizione, non viene però compresa dalla mia famiglia che deciderà di non iscrivermi al liceo artistico compiendo quindi percorsi diversi. Da segretaria d’azienda ad arredatrice, dove sfogo la mia creatività, realizzando arredamenti alternativi e innovativi per il periodo, e nel contempo scrivo poesie, ma ripongo in un cassetto le matite e i colori. Mi specializzo nella formazione del personale in ambito commerciale, e inizio un percorso nelle risorse umane. Nonostante desideri molto insegnare, la mia creatività è sempre fervente, e mi spinge ad alternare l’attività di personal coaching con il marketing, realizzando grafica pubblicitaria per aziende ed organizzando eventi. Nel 2000, dopo un particolare evento personale, si affaccia con impeto in me il desiderio di dipingere, non ho però il coraggio né so cosa imprimere sulla tela e decido di sperimentare i primi schizzi di colore su alcuni supporti di legno. Questo materiale, si rivelerà subito un elemento caldo, plasmabile, tanto da convincermi ad iniziare a dipingere dei quadri veri e propri su mobilio: madie, credenze, cassapanche, ed altri complementi di arredamento. Alcuni anni dopo realizzo una showroom per un’azienda, con pannelli applicati ai soffitti di grandi dimensioni decorati e dipinti con personaggi sia mitologici che sacri. Le colonne del salone invece le affresco con delle grottesche di stile romanico, ispirata da una visita a Pompei. Sarà la mia ultima opera per molti anni a causa di alcuni cambiamenti professionali. La vena artistica però continua ad avere un forte richiamo, e nell’insieme di varie esperienze lavorative nel 2012 progetto e dirigo, la realizzazione di un’altra showroom per un’azienda commerciale. Dopo due anni, riapro i cassetti dove avevo riposto matite, pennelli, colori, e questa volta trovo il coraggio e la voglia di fissare nella tela le immagini che più mi emozionano. Non seguo mai uno schema predefinito. Libera da ogni modello o moda di arte contemporanea, assecondo sempre il mio io creativo, raffigurando solo ciò che mi trasmette intense emozioni, ma costantemente alla ricerca di migliorare ed evolvere in senso artistico. Per questo motivo, nel 2015 ho deciso di approfondire le conoscenze pittoriche, studiando e praticando ancor oggi presso un laboratorio d’arte in provincia di Treviso.

All’interno delle sue opere compaiono, talvolta, simboli universali, come ad esempio la rosa, ci dice?
La rosa, è simbolo di sentimenti contrastanti, rappresentazione dell’amore più profondo e appassionato, emblema di gelosia, seduzione, bellezza ed eleganza. Questa narrazione, è in sintonia con il mio carattere e animo.
La rosa è anche un’icona del tango argentino, un’altra passione che mi investe e che descrivo come una poesia d’intimità, nella fluidità di eleganti movenze, ispiratore di alcune mie opere realizzate in passato che sicuramente riproporrò in futuro.

Quali i suoi prossimi impegni, ha ulteriori tappe per la sua attività espositiva?
Fino a marzo sarò impegnata con la rassegna di Cortina, e per la primavera inoltrata e l’estate, ho in programma alcune collettive, sul territorio nazionale e valutando anche qualche proposta a livello internazionale.
Mi dedicherò alla realizzazione del mio progetto che è abbastanza impegnativo, relativo al Veneto, che conto di poterlo presentare in autunno/inverno con un’altra mostra personale nell’ambito della Regione. Sto lavorando ad altri eventi, ma sono ancora allo stato embrionale, che dovrebbero prendere forma e realizzarsi in estate.
Ritengo di avere abbastanza carne al fuoco in questo 2020, sempre che il destino non mi riserbi altre sorprese e sfide artistiche che accetterò con piacere ed entusiasmo.




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“L'arte scuote dall'anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.”
Pablo Picasso


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